STORIA
Dalla “Relazione del Cancelliere fatta il 14 luglio 1949, in occasione del II anniversario della Fondazione dell’Ordine degli Amici de La Valigia – da essa si trae la vera ed unica storia della origine dell’Ordine”. Art. 2 della regola.

Il 13 maggio 1947, alle ore 23 circa, due pittori quali Sara Angelo e Giusto Benvenuti più uno scultore Otello Bertazzolo, Veneziani, nella osteria di “Aurelio”, sita in quel di S. Luca, animosamente discutevano, come animosamente si discute – strascinando e con la erre moscia – dopo otto o nove ombrette di bianco e nero alternate, sull’argomento inerente alla “Borsa Nera”.
Il signor Aurelio titolare dell’osteria, che non strascicava né “moschiava” la erre, ad appoggio di alcune sue argomentazioni tirò fuori da un cavernoso ripostiglio una sgangherata valigia, abbandonata nel suo locale da un irriconoscente borsanerista. Nelle argomentazioni venute fuori, improvvisamente a por fine alla discussione, uno dei pittori, preso da ira, con potente calcio sbatté il povero rudere fuori del locale. Questa fu la scintilla: gli altri vennero dietro all’episodio, uscendo e prendendo a calci la valigia, portandola fino al Caffè “Manin” nell’omonimo campo. Erano esattamente le 02.00 del 14 maggio 1947.
Un buon caffè schiarì le idee ai tre “calciatori”, pardon, ai tre artisti veneziani, che presero ad osservare con più benevolenza la povera valigia. In fondo essa, povero essere inanimato, che colpa né aveva di tutto quanto era accaduto? Così parevano dire le sue deformi slabbrature: che colpa aveva essa, che tutto aveva dato e nulla chiesto ai suoi nuovi “avidi” padroni?
Un cognac fece commuovere i tre artisti ed uno di essi – che a dimostrare la sua arte, immancabilmente portava scatola e pennelli sotto il braccio – ebbe l’ispirazione: “Ragazzi (alle due di notte ci si può chiamar ragazzi anche a cinquanta e passa anni) la dipingiamo? .. e soggiunse, poi la vendiamo”. Miraggio ! Venderla ! Far soldi ! ...
Detto fatto, fu il Sara ad aprir la serie: pinse ! E pinse Benvenuti e pinse lo scultore Bertazzolo. (Questi sono i primi tre)
Fatalità un pronto ed acuto intenditore, nonché astuto mecenate, offrì tre birre per avere la Valigia così dipinta. Intervenne prontamente il gran signor Cimone a protestare del fatto, facendo luce sui tre cervelli, provocando negli stessi lo sdegno. Ammutoliti a “tanta offerta” i tre presero la Valigia per lo pseudo manico rimasto e senza fiatare uscirono.
Senza méta, per la città; arrivarono in calle dei Fabbri … lì una luce brillava ancora nell’interno del ristorante “Gorizia”. Pensarono: lasciamola qui? Allora bussarono e gli fu loro aperto ... ancora altre tre ombre e la Valigia venne data in custodia al sior Tiziano Alzetta e si lasciarono con “doman ghe ne parlemo”.
L’indomani, a idee chiare, i tre pensarono che così come era, quella Valigia, era ancora troppo carcassa per poter avere un valore qualsiasi ... pensarono ... e Tiziano, amico vero degli artisti, consigliò: furono invitati altri artisti a nobilitar con lor pennello la tanto tormentata Valigia. Ed altri artisti vennero, accettarono la balzana idea e pinsero ... ad essa, docile, si lasciò lisciare, verniciare, colorire di nature morte, di paesaggi e figure ... forse presaga che stava per cambiar la sua esistenza, che stava per avvicinarsi a lei la Dea Bendata.
E pinsero oltre ai primi tre: Italo Bassani, Aldo Bergamini, Felice Carena, Mario Carraro, Attilio Carrer Battaglia, Guido Carrer, Carlo Cherubini, Giuseppe Cherubini, Carlo Dalla Zorza, Eugenio Da Venezia, Mariano Fortuny, Dino Martens, Neno Mori, Marco Novati, Nino Parenti, Alessandro Pomi, Cosimo Privato, Francesco Scarpa Bolla, Luigi Scarpa Croce, Fioravante Seibezzi, Armando Tonello, Mario Varagnolo, Rino Villa, Renzo Zanutto, in tutto 27.
E la Valigia si senti osservata e cominciò a pavoneggiarsi nella nuova veste, ad insuperbirsi per la altrui ammirazione. E venne anche ammirata anche da un Tizio, definito così ma alias Domenico Varagnolo, che, per sua sorte, consumava da tempo la parca mensa nel ristorante dei Fratelli Alzetta: il “Gorizia”. Questo “Tizio” tanto per mettere la sua “pezzuola” suggerì una maccheronica iscrizione, che fu immortalata ai bordi de la Valigia:
“Idibus magiis anno gratiae MCMXLVII – 2 X 12 + 3 – Artifices venetis – Bacco aggressis – hinc impedimentum pinserunt et ibi secretum poserunt – Artium admiratoribus fortunae sint – Atropo, quibus exorcismis vellet, in saeculis secretum capere stame vitae ‘rumpet’”.
Tradotto: “Nella stessa Valigia anno di grazia 1947 – 2 X 12 + 3 = 27 – Fatto con l’Arte dei Veneti – Condotti da Bacco – Da questo momento dipinsero la Valigia e qui depositarono il segreto – Le fortune siano l’abilità a coloro che ammirano – Atropo, al quale si estorce con esorcismi, rompe il segreto nei secoli con il filo caprino della vita”.
Forse con ciò quel “tizio” voleva dire una sua idea ancor più balzana delle balzane idee degli artisti: perché disse, “cotanta opera d’arte non può diventare un simbolo, quindi perché intorno ad essa non si può formare un cenacolo di artisti, alla moda di un tempo? ... Piacque il pensiero detto ad alta voce e fu preso in considerazione.

Tizio: Non si capisce perché in tale relazione non sia riportato il nome del tale, che ho ricostruito, con altri documenti, nel nome del signor Domenico Varagnolo, poeta ufficiale, drammaturgo e segretario de La Biennale, non parente del maestro Mario.

Una prima riunione dei 27 concretò l’idea. Venne estesa una regola: fu fondato "l'Ordine degli Amici de La Valigia". Dai Fratelli Alzetta, lor pure entusiasti, venne messa a disposizione esclusiva una saletta del ristorante per una mostra d’Arte. Fu nominato un consiglio composto di tre “Guardiani Grandi”, un “Guardian Piccolo”, quattro “Consiglieri”, un “Tesoriere” e un “Cancelliere”. “Priori” furono nominati i tre artisti che rinvennero il cimelio (Sara Angelo, Giusto Benvenuti e Otello Bertazzolo).I tre Guardiani Grandi furono nominati a vita, nei nomi di Carena, G. Cherubini e Fortuny, i tre decani, le tre barbe dell’ordine. Fu primo Guardian Piccolo (forse primo scelto appunto, perché piccolo) il Varagnolo al quale, nel secondo anno, seguì lo scultore Scarpabolla e fu “Cancelliere” quel “Tizio” (Domenico Varagnolo) che aveva lanciato l’idea.
Fu organizzata una prima mostra collettiva che venne inaugurata il 14 giugno 1947 ed in tal giorno “La Valigia” ebbe il suo bravo battesimo ufficiale (con a madrina la signorina Maria Cherubini figlia di Giuseppe Cherubini) ed il 14 giugno venne dichiarata festa “Nazionale” dell’Ordine. Non manco’ il gran pranzo al quale intervennero tutti i più bei nomi del mondo artistico veneziano. Ne parlarono fin da allora i giornali cittadini, tra cui primo il “Gazzettino Sera” con un simpatico articolo di Mario Nordio e subito dopo “Il Gazzettino” con un articolo di Silvio Branzi, (nel suo ispirato articolo) che scrive: “Se questa occasione servisse ad unirci, (l’autore fa parlare un artista) a cancellare per sempre le nostre diatribe ed i nostri screzi, la “Valigia” avrebbe fatto veramente il miracolo. E in sostanza, perché non dovremmo andare d’accordo? Tutti siam quel che siamo: che vale allora farci la lotta? Anche se lo osteggio e combatto, io non potrò mai appropriarmi dell’ingegno del mio compagno: né lui servirsi del mio. Non c’è nulla da fare se non seguir fedelmente il proprio genio. L’esistenza c’è lo insegna ogni giorno: sincerità con noi stessi ed ognuno, grande o piccolo che sia, dirà una parola degna di rispetto, quella parola che è venuto al mondo per dire. Ecco l’unico modo di tener fede alla propria vita”. Aggiunge il Branzi ancora: “Miracoli difficili, certamente anche per una “Valigia“!
Ai giornali cittadini fecero seguito giornali e riviste italiane e straniere. Fu dunque il 14 giugno 1947 che la “Valigia” iniziò il suo cammino per la strada dell’arte. Non è a dire che il tal cammino sia stato sempre dolce e che nel segno della “Valigia” tutto sia stato sempre facile e tranquillo. Non si può dire che essa abbia compiuto il miracolo: non mancarono piccole battaglie e piccole lotte, però oggi, nell’affacciarsi al suo terzo anno di vita, troviamo “La Valigia” pressoché intatta e pronta a nuove competizioni. Purtroppo dobbiamo dire pressoché intatta, giacchè “La Valigia” ebbe – e fu recente – il suo lutto: Mariano Fortuny.
... Di quanto fatto in questa sua breve vita, pur tanto attiva, abbiamo dimostrazione in poche cifre: La “Valigia” organizzò nella sua sede dieci mostre collettive e diciotto personali dei suoi 27, ospitò mostre individuali di altri sedici pittori nazionali. Prese parte collettivamente a cinque mostre fuori sede. Elargì inoltre settantamila lire in opere benefiche ed in aiuto a qualche artista italiano. Organizzò, con ottimo esito, una mostra a favore del Sindacato artisti di Venezia. Offrì premi a mostre e rassegne italiane per lire centomila. Prese parte attivissima alla organizzazione del Comitato (del quale fa parte tuttora) per l’aiuto agli artisti stranieri ed alle manifestazioni relative .… E non soltanto nel campo della pittura ha esplicato attività l’Ordine: si devono registrare anche convegni di poesia, serate cinematografiche, serate di canto, di ballo, anche a scopo benefico. E dulcis in fundo – e ciò non potrebbero gli artisti trascurare – varie immancabili banchettate: che per queste ogni occasione è buona ed è bene che ci siano perché l’arte ha bisogno di allegria!.
Ecco la verità de “La Valigia”, di questo cenacolo di artisti veri, sorto per uno scherzo, dal buon umore degli artisti e che il buon umore degli artisti tiene e terrà in vita a maggior gloria dell’arte veneziana ed italiana.

Tratto e leggermente interpretato nell’esposizione (grammaticalmente parlando) da: “Il Magnifico Ordine degli AMICI DE LA VALIGIA”, Calle dei Fabbri 4697 (ex Ristorante Gorizia), anno 1949.

I Ventisette Fondatori dell’Ordine e i loro nomignoli:

Angelo Sara (il medico dei pazzi o il Gamellaio)
Otello Bertazzolo (Colleoni)
Giusto Benvenuti (il Borgia)
Italo Bassani, (Il piccolo Toscanini)
Aldo Bergamini, (Chian Salin il mandarino nemico di Mia-Mao)
Felice Carena, (Bernasaw, il ribelle irlandese)
Mario Carraro, (Cristoforo Colombo)
Attilio Carrer Battaglia, (L’uomo Atomico del 2000)
Carlo Cherubini, (Les parisien Petit Enfant)
Guido Carrer, (Gauce il Messicano o Gli occhi in soffitta)
Giuseppe Cherubini, (Il vecchio Faust Elisir di Lunga Vita)
Eugenio Da Venezia, (Il Cocco fresco e Pianzotto)
Carlo Dalla Zorza, (Pinturacchio della Fiera di Parigi)
Mariano Fortuny, (dott. Pasteur)
Dino Martens, (Il Girardengo il Pescatore)
Neno Mori, (Gigeto er bullo il Trasteverion)
Marco Novati, (Marcof il Terribile)
Nino Parenti, (il bello o il Figaro dell’Ordine)
Alessandro Pomi, (Andrea Chenier oppure De Gaulle)
Cosimo Privato, (il piccolo Marat o l’ Imperatore Negussita)
Francesco Scarpa Bolla, (La (Metamorfosi) Metemsicosi da quattro mesi alla morte)
Luigi Scarpa Croce, (Buckem Woll o il Chiromante)
Fioravante Seibezzi, (Maurice Chevalier Zangaben)
Armando Tonello, (Giulio Cesare di ritorno dall’Egitto)
Mario Varagnolo, (Il piccolo Molotof)
Rino Villa, (Franco lo Spagnolo)
Renzo Zanutto, (Ei fu Cristo)

Tratto da “Il Magnifico Ordine della Valigia e i suoi 27 Pittori Veneziani”, Giuseppe Mugnone, Galleria Veneta.


... L’ordine della Valigia si è poi sciolto. Ad un certo punto cominciò a muoversi per forza d’inerzia. Ma la Valigia, il grande quadro con gli autoritratti, fotografie ed altro materiale di questa bella manifestazione d’arte di pittori veneziani, sono all’Hotel Gorizia ...

Tratto da Galleria Veneta, rivista mensile d’arte e di cultura. La Storia dell’ordine de la Valigia.


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