Presentazione
Durante le festività di Natale 2006, davanti al tradizionale focolare, nacque l’idea di rendere un omaggio al Maestro Eugenio Da Venezia ed ai suoi “Amici” Pittori, che lo hanno conosciuto più o meno approfonditamente durante gli anni di vita.
Un progetto, senza fini di lucro, che ha lo scopo principale di promuovere l’attività del Maestro e dei suoi Amici, in piena e costante collaborazione con i Musei, le Fondazioni, le Gallerie Nazionali, i Collezionisti Privati, gli Enti, le Aziende, i Promotori d’eventi d’Arte e le Gallerie Private.
L’iniziale Blog laboratorio di
Eugenio Da Venezia è diventato “premessa” alla nascita, nell’estate 2007, del presente sito inteso non come arrivo, ma come nuovo punto di partenza in costante evoluzione.
L’ufficialità riconosciuta, come lo dimostrano i patrocini in home page, è fucina da un lato per la ricerca di opere, documenti critici e biografici, aneddoti, foto di Eugenio Da Venezia e dall’altro approfondimento per gli “Amici” Maestri. L’archiviazione che ne deriva è uno strumento di riferimento ed allo stesso tempo di collaborazione verso tutti, al fine di valorizzare l’Arte in tutti i suoi aspetti.
Tra coloro i quali hanno aderito con pronta risposta, cito la Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Cà Pesaro, che per prima ha creduto in questa iniziativa e la Fondazione Querini Stampalia di Venezia, cui il Maestro fece una donazione. Doverosi sono i ringraziamenti anche agli altri Musei, Gallerie, Enti, indicati alla fine di questa pagina, che hanno dato indispensabile linfa all'idea ed al progetto, partecipando attivamente e con entusiasmo.
In quest’ambito a distanza di anni, ritrovo con freschezza le parole del compianto critico d'arte veneziano Paolo Rizzi, il quale nell'Agosto 1971 scriveva:
"Non diciamo bruscamente: è tempo di riscoprire Eugenio Da Venezia. Chi ha occhi (e gusto estetico) lo ha già "riscoperto" da sempre: un pittore così, in verità, non abbisogna di sussidi critici, tanto i suoi quadri parlano da soli".
Eugenio Da Venezia rappresenta la tradizione pittorica del così detto Figurativo Italiano, partendo da quelle radici dell’Impressionismo Francese per approdare ad una elaborazione pittorica tipica della città di Venezia, della quale porta il cognome, sfociata in un utilizzo del colore come soggetto principale, ristrutturando e ricreando al contempo una forma nuova e diversa da quella originale.
Un “Francesismo” adottato, che lo distingue tuttora come unicità nella pennellata pittorica, dove fu testimone l’amicizia, nel periodo pre e post bellico degli anni trenta e quaranta, con il Duc de Trevise, Sauvegarde de l’Art Francaise ed il pittore Pierre Bonnard.
Un Post-Impressionismo Lagunare condiviso anche con i suoi amici Maestri quali, per citarne alcuni, Marco Novati, Aldo Bergamini, Fioravante Seibezzi, Neno Mori, il primo pittoricamente parlando Giuseppe Santomaso, Mario Varagnolo, Carlo Dalla Zorza, Cosimo Privato ed un fugace Filippo De Pisis.
Un’adesione alla tradizione pittorica della figurazione portata avanti nei confronti delle Avanguardie, arrivando al gesto estremo di buttare, solo lui, i quadri in un canale dell’isola di Burano durante il relativo Premio dell’anno 1946.
Nel 1956 partecipò all’ultima Biennale di Venezia, vedendo un’ evoluzione nell’arte lontana dai suoi canoni e per questo non più interpretabile ed assimilabile dallo stesso Da Venezia. Negli anni, nuove ispirazioni pittoriche intervallate a pause di riflessioni lo conducono, per la seconda metà del novecento, nella Figurazione dell’Arte Italiana.