ANEDDOTI
.... per questo la “Valigia” merita d’essere ricordata con una mostra, perché essa rappresentò per i pittori veneziani un momento di agglomerazione e di conoscenza, non solo un “contarsi”; fu espressione di una volontà di ricerca non indifferente, rispettosa sempre delle varie “vie” e produttrice a volte feconda anche in artisti dell’ultima generazione ....

Prefazione di Mario Stefani Fonte: “La Valigia Ieri e oggi”, Bevilacqua La Masa - Museo di Cà Pesaro 02/22 Ottobre 1982


“ .... Ricordo che un giorno dei primi anni '50 un gruppo di pittori veneziani, tra i quali Seibezzi, Varagnolo, Neno Mori, Da Venezia, passeggiava per le calli, sostando ogni tanto per la tradizionale "ombretta e cicchetto" prima di pranzo. Al loro arrivo sotto il portico del Vòlto uno di loro vide una vecchia valigia di fibra piuttosto malandata e la prese a calci. Varagnolo lo fermò e disse: "Ci voglio fare una miniatura". Tutti gli altri approvarono con entusiasmo e da quel giorno la valigia passò di mano in mano ricoprendosi,dentro e fuori, di piccoli dipinti. Una volta terminata venne esposta in una vetrina del ristorante Gorizia in calle dei Fabri che divenne la sede dei Pittori della Valigia ...”

Giancarlo Carbon Enoteca “Al Volto”


Il 13 giugno 1947, verso le 23, uno scultore e due pittori, tutti veneziani, si trovarono in una vecchia osteria, sita a San Luca, che si chiamava “Aurelio”. Il proprietario tirò fuori una vecchia e consumata valigia, dimenticata da chissà chi. Uno dei tre artisti dette un calcio alla valigia, nella foga della discussione e non è detto che i primi calci fossero stati dati all’interno del locale stesso. Arrivarono poi, calciando l’indifesa valigia, un po’ come monelli con un oggetto qualsiasi, fino al caffè Manin. Si sussurra che fossero oltre le due di notte o giù di lì. Spesso gli artisti hanno con sé pennelli e colori e così per bizzarria e quasi per provocazione spinta anche dalle abbondanti libagioni, scaturì l’idea balzana di dipingere la valigia.
Tutti e tre, con il piacere dell’esibizione, comune a tutti gli artisti (esibizione intesa, attenti, come creazione, come possibilità di dialogo e non solo di rivalsa verso il proprio prossimo) dipinsero una parte della valigia. Arrivarono poi, forse per l’ultimo goccio e per mostrare la loro, sacra ormai, creatura al “Gorizia”, di calle dei Fabbri. Pare fossero presenti alcuni avventori e l’opera fù lasciata al proprietario, Tiziano Alzetta.
L’indomani e non solo in tal giorno, molti pittori dipinsero ancora la valigia. E in un angolo fù aggiunta anche un’iscrizione in latino “maccheronico” fatta dal primo cancelliere dell’ordine, Rag. Carlo Pavan, munifico e dinamico sostenitore della Valigia stessa. Fu fondato “l’Ordine degli Amici della Valigia” in cui cinfluirono Giorgio Moretti, Gino Damerini, Domenico Varagnolo, Mario Novello, Brenno Geiger, Francesco Pospisil, Ugo Facco de Lagarda, Silvio Branzi, Terzio Ferrari, Chechi Zorzi. Fu istituito il Premio “Giacomo Faretto” e fra tante manifestazioni culturali è da ricordare il premio dato al pittore Oskar Kokoschka.
Essi ebbero a loro disposizione una saletta interna del Ristorante “Gorizia” dove si tennero riunioni conviviali. Si costituì un consiglio composto da tre Guardiani Grandi, un Cancelliere, un Tesoriere, tre priori (quelli che avevano “calciato” e dipinto per primi la valigia) ed un Guardian Piccolo.
Nella sua simpatica sede, la “Valigia” organizzò dieci mostre collettive e ben diciotto personali sui suoi ventisette soci e collettivamente prese parte a cinque mostre fuori sede. L’attività dei soci fu molteplice e lungimirante; organizzò premi e serate. aiutò pittori italiani e stranieri, organizzò premi anche con l’aiuto dei fratelli Alzetta.
Dopo trent’anni all’incirca, Giovanni Puppin, farmacista e “sindaco” di Calle dei Fabbri, rilanciò l’idea dell’ordine della “Valigia”, diventando il nuovo cancelliere. Tra le altre adesioni: Da Venezia, Scarpabolla, Carter Battaglia, Guido Carter, Nino Parenti, Armando Tonello, soci fondatori rimasti.
I soci fondatori del 1947: Bassani Aldo, Benvenuti Giusto, Bergamini Aldo, Bertazzolo Otello, Carena Felice, Carraio Mario, Carter Battaglia Attilio, Carter Guido, Cherubini Carlo, Cherubini Giuseppe, Dalla Zorza Carlo, Da Venezia Eugenio, Fortuny Nariano, Martens Dino, Mori Nemo, Novati Marco, Parenti Nino, Pomi Alessandro, Privato Cosimo, Sara Angelo, Scarpa Bolla Francesco, Scarpa Croce Luigi, Seibezzi Fioravante, Tonello Armando, Varagnolo Mario, Villa Rino, Zanutto Renzo.
I soci effettivi del 1979: Aricò Gianni, Barbisan Giovanni, Borsato Renato, Boscaini Vinicio, Carter Battaglia Attilio, Carter Guido, Cavallet Oscar, Celeghin Orazio, Costantini Ernani, Da Venezia Eugenio, Domestici Gian Paolo, Ferruzzi Roberto, Galletti Giuseppe, Joos Roberto, Lucarda Antonio, Gagnolato Cesco, Maragna Arcangelo, Parenti Nino, Romagna Miro, Scarpa Bolla Francesco, Tiozzo Clauco Benito, Tito Luigi, Todesco Luciano, Tonello Armando, Villa Rino, Zarotti Luciano

Fonte: “La Valigia Ieri e oggi”, Bevilacqua La Masa - Museo di Cà Pesaro 02/22 Ottobre 1982


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