BENETTON SIMON
Lo scultore Simon Benetton forgia la materia per dare libertà alle sue sculture. Il volo è l'ultima tematica che ha trattato prima della sua scomparsa, ricordando la sua partenza con la potenza dei moduli.
Simon Benetton (Treviso 24/10/1933 - ivi 14/10/2016) è stato: energia e dominio del materiale principe scultoreo.
Il critico e curatore d'arte Alain Chivilò ha scritto in occasione della mostra a Valdobbiadene: "Nella capitale del prosecco per antonomasia, Valdobbiadene, fino al 15 gennaio si tiene un’antologica del maestro Simon Benetton. Tre piani di sculture in cinquant’anni di esplorazioni, all’interno di un palazzo che porta il nome del maestro come omaggio, ricordando anche la progettazione e relativa esecuzione nel 1965 dell’inferiata e della scalinata che unisce i piani in un vorticoso continuum. Un demiurgo del ferro dove “l’artista è un guerriero che si pone i problemi di combattere se stesso per vincere la battaglia”. I periodi tematici di Simon Benetton sono di cinque, sei anni e partono dal superamento della figurazione per andare oltre. Nasce così il “modulo”, cioè una nota musicale che permette di arrivare a ritmi nello spazio, componendo poi più sequenze musicali. La fase successiva è il “volo” dove subentra la piastra di ferro, in cui l’artista scava con la fiamma ossidrica il pensiero e le emozioni dell’uomo, permettendo che si liberino attraverso il volo. Un ciclo che ha avuto riscontro è rappresentato dall’inserimento del vetro nella scultura. Un vetro lavorato a scheggia per ottenere un bordo ondulato “che da quasi la sensazione di aver staccato dall’immenso una parte di luce”. Si tratta di due elementi che nascono dalla terra e dal fuoco, ossia la forza del ferro unito alla leggerezza e la trasparenza del vetro dove uno squarcio di luce illumina la scultura. Ben rappresentato è anche l’ultimo ciclo dell’energia cosmica, in cui la scultura diventa ariosa e ogni elemento che la costituisce si sorregge uno con l’altro. In conclusione le sculture del Maestro non sono astratte, in quanto il Maestro non cerca la forma per forma, ma un sentimento che la forma rispecchia perché deve rispondere a quello che è il pensiero come senso di vita".
Simon Benetton fornisce la sua definizione dell'artista: "un guerriero che si pone sempre i problemi di combattere se stesso per vincere la battaglia, perché non è che deve vincere la battaglia nei confronti degli altri, ma deve vincere con se stesso. Se riesci ad affrontare il problema ed hai il coraggio di capire come prenderlo, portandolo in fondo, vinci, se no perdi. E’ la rigorosità dell’artista e deve essere così, perché i momenti magici non sono sempre costanti, anche se vi sono comunque dei momenti bellissimi. Il congegno più bello che ci possa essere è il triangolo equilatero con i suoi angoli: la mente, il cuore, la mano. Quando questi tre punti arrivano ad avere un equilibrio, un’armonia assieme, quello è il momento magico, è l’atto d’amore e quindi c’è l’arte. Essa deve essere sincerità e onestà e non una bugia. E’ la sintesi di tutto, alla quale devi rispondere". Simon Benetton è dunque il demiurgo del ferro.
Classe 1933 della città di Treviso, si forma dal punto di vista artistico all'Accademia di Belle Arti di Venezia.
Dare un'anima e plasmare la materia è il suo credo rappresentato nei vari periodi del suo agire artistico. Allievo del padre Toni successivamente è partito dalla figurazione per passare alla vibrazione plastica, al modulo come simbolo dell'impulso, alla dinamica spaziale, alla piastra come agglemorato urbano, alla macroscultura come elemento ed espressione, fino all'energia cosmica.
E' stato docente di scultura all'Accademia di Belle Arti di Macerata e dagli anni ottanta collabora con le scuole statali tenendo delle lezioni teoriche e pratiche sull'arte e sulla scultura attraverso anche dei laboratori. Il legame con le scuole è molto forte nel Maestro perchè vi sono le nuove generazioni.
Lo scultore Simon Benetton è molto noto in Italia e all'estero. E' stato invitato a numerose mostre internazionali e ha ricevuto riconoscimenti e premi in vari paesi. Le sue opere sono state esposte in mostre temporanee collettive e personali, organizzate in spazi pubblici a cura di Enti e Città italiane e straniere. Numerose sue opere sono permanentemente esposte in Collezioni e Musei pubblici e privati e in luoghi pubblici sempre accessibili, piazze e giardini di molte città. In esse la gente deve leggere una immagine che corrisponde, in termini di forme estetiche, all'odierno concetto di spazio, di tempo, di libertà, di socialità e coscienza democratica.
G. Raffaeli scrive: "la natura nascosta delle cose, la presenza in esse di rapporti organici di strutture immutabili, sollecita l'attenzione di Simon Benetton, che, intervenendo sulla materia, intensifica la singolarità irripetibile dei suoi ferri, nel rimando continuo tra materia e forma. L'artista instaura con il materiale una sorta di corrispondenza formale, interpretandone la fisicità che assume così un'inconfondibile dimensione mitica. Simon rende visibili i rapporti e le strutture che dormono nelle cose. L'artista guida la materia nel suo formarsi in immagini e le direzioni verticali ed orizzontali che si impongono nello spazio concludono la rappresentazione. L'equilibrio fra le strutture e il vuoto che inglobano crea l'elemento positivo della vibrazione. Le opere di Simon traggono valore dinamico e sostanza di vita dall'essere vere e proprie visualizzazioni di un rapporto altalenante tra cuore e ragione. La struttura plastica è fortemente espressiva e testimonia la riproduzione di astrazioni di funzioni umane, come il parlare e il tacere, il pensare e il sognare. Scultura che si manifesta come emozionalità esistenziale, originalità figurativa ed assolutezza del linguaggio plastico. Momento di raccoglimento interiore e di abbandono lirico. Scultura come testimonianza parlante di un passato e di un vissuto, che può essere rievocato, ma non rivissuto: Simon non rinuncia al mistero dell'al di là che la scultura da sempre si porta dentro. Scultura con un cuore ed un'anima. Realizzandola, l'artista inventa di continuo nuove situazioni plastiche, nuovi equilibri, nuove vibrazioni. I suoi lavori permettono l'attenzione di spazi i cui ritmi organici sono sempre in assonanza all'evoluzione e al divenire dell'esistenza umana, evidenziando la forza dell'energia latente che la natura sprigiona nelle sue manifestazioni di esplosività vitale. Amare la natura é per Simon fiducia nella vita, ragione stessa dell'arte, in quanto egli crede che l'esistenza meriti di essere realizzata e che ci sia nel mondo qualcosa che valga la pena di essere espresso. Ciò non vuol dire però che l'artista si abbandoni ad un facile ottimismo: al contrario, la sua è una reazione attiva che presuppone una ferma volontà, una solida certezza: e un superamento dell'angoscia attraverso l'azione vitale della creazione artistica. E proprio la creatività costituisce l'elemento essenziale della sua poetica, che si rivela guidata da una intuizione istintiva che lo porta alla costruzione di forme piane e aperte e ad una morfologia semantica dove le parabole e le spirali sembrano animarsi nella luce di una spiritualità ancestrale, che ci riporta alle sorgenti stesse della vita. Il lavoro di Simon é caratterizzato dalla lucida, essenziale, rigorosamente definita elaborazione degli elementi metallici che modellano i suoi luoghi dell'abitare. Dalla terra al cielo, dalla vicinanza all'estremità, la scultura di Simon Benetton propone i suoi dialoghi con domande arcane, sinergia finale di una latente fisicità che diviene verità. Nell'ultima fase della sua produzione dopo il periodo del "volo", l'artista é riuscito a cogliere l'ordine nel caos. Ha capito, infatti, che l'aleatorietà possiede una forma geometrica soggiacente e che il caos pur ponendo limitazioni fondamentali alla prevedibilità, suggerisce reazioni causali dove prima non parevano possibili. Nei suoi disegni, ogni linea é tracciata senza interruzioni, con un unico, coerente movimento della mano. I segni si avvicinano e si allontanano, si aprono e si chiudono: l'inchiostro di china si dispone sul foglio bianco come traccia pensante dando origine a rigorose strutture, in un continuo processo di crescita. Il rapporto disegno-scultura é chiaro. Si tratta, infatti, a ben guardare, dei medesimi complessi formali: nei disegni le forme si allungano sul piano, là dove nel ferro il "disegno" possiede una vera e propria funzione spaziale. Simon li realizza nel corso di una sola seduta, senza interruzioni. E' il procedimento esecutivo stesso a vietare qualsiasi sospensione del lavoro, e il risultato finale, sotto la spinta emozionale, finisce sempre con l'essere sempre imprevisto, 'la line non imita il visibile bensì rende visibile. Superando la soglia dell'immaginario comune Simon é riuscito a racchiudere nelle sue opere pulsioni istintuali e movimenti planetari, realizzando così la dinamica dell'universo".
Nel 2011, nell’ambito del Festival Sete Sòis Sete Luas in Portogallo, espone in tre località diverse: il castello di Reguengos De Monsaraz 01/07 – 20/08, las murallas reales di Ceuta 27/08 – 01/09 e Odemira dal 23/09.
A Nervesa della Battaglia (Tv) dal 17/09 al 2/10/11, Simon Benetton presenta per la prima volta il nuovo tema del suo percorso artistico "Energia Cosmica" con l'installazione di quindici opere presso la Sala Consiliare del Municipio: "Armonia tra ferro e luce a Nervesa. Opere di Simon Benetton".
Dal 16/10 al 15/01/12 la mostra Antologica presso Palazzo Simon Benetton di Valdobbiadene, organizzata dall’Associazione Culturale Papa Benedetto XI.
Nel 2012 dalla seconda metà di settembre fino al 20/10 Simon Benetton espone opere monumentali nei centri storici di Longarone e Belluno. Inoltre espone nell’ambito di Arte in Fiera Dolomiti dal 13 al 15 ottobre presso Longarone Fiere.
Nel 2016 a Treviso, quartiere di San Liberale le opere del maestro trevigiano Simon Benetton: San Liberale in art dal 25/9 al 31/8/2017.


Simon Benetton

Simon Benetton

Simon Benetton Germoglio 1998 scultura in rame su pannello

Simon Benetton

Simon Benetton

Simon Benetton photo by © Alain Chivilò

Simon Benetton photo by © Alain Chivilò

Simon Benetton photo by © Alain Chivilò

Simon Benetton photo by © Alain Chivilò

Simon Benetton photo by © Alain Chivilò

Simon Benetton photo by © Alain Chivilò

Simon Benetton photo by © Alain Chivilò

Simon Benetton photo by © Alain Chivilò

Simon Benetton Inaugurazione Antologica, photo © Alain Chivilò

Simon Benetton Inaugurazione Antologica, photo © Alain Chivilò

Simon Benetton Inaugurazione Antologica, photo © Alain Chivilò

Simon Benetton Inaugurazione Antologica, photo © Alain Chivilò

Simon Benetton Inaugurazione Antologica, photo © Alain Chivilò

Simon Benetton Inaugurazione Antologica, photo © Alain Chivilò

Simon Benetton Inaugurazione Antologica, photo © Alain Chivilò

Simon Benetton Inaugurazione Antologica, photo © Alain Chivilò

Simon Benetton Inaugurazione Antologica, photo © Alain Chivilò

Simon Benetton Inaugurazione Antologica, photo © Alain Chivilò

Simon Benetton Inaugurazione Antologica, photo © Alain Chivilò

Simon Benetton Inaugurazione Antologica, photo © Alain Chivilò

Simon Benetton Inaugurazione Antologica, photo © Alain Chivilò

Simon Benetton Inaugurazione Antologica, photo © Alain Chivilò

Simon Benetton Inaugurazione Antologica 16/10/2011 Valdobbiadene Palazzo Simon Benetton

Simon Benetton Inaugurazione Antologica 16/10/2011 Valdobbiadene Palazzo Simon Benetton

Simon Benetton Inaugurazione Antologica 16/10/2011 Valdobbiadene Palazzo Simon Benetton

Simon Benetton Inaugurazione Antologica 16/10/2011 Valdobbiadene Palazzo Simon Benetton

Simon Benetton Inaugurazione Antologica 16/10/2011 Valdobbiadene Palazzo Simon Benetton

Simon Benetton Inaugurazione Antologica 16/10/2011 Valdobbiadene Palazzo Simon Benetton

Simon Benetton Inaugurazione Antologica 16/10/2011 Valdobbiadene Palazzo Simon Benetton

Simon Benetton Inaugurazione Antologica 16/10/2011 Valdobbiadene Palazzo Simon Benetton

Simon Benetton Inaugurazione Antologica 16/10/2011 Valdobbiadene Palazzo Simon Benetton
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