VARAGNOLO MARIO
Mario Varagnolo così afferma da pittore: “sono nato a Venezia e questa del luogo di nascita io la considero come una benedizione”. Infatti Varagnolo è sempre preso tra gli artisti del suo tempo come il più radicalmente veneziano di tutti: ossia il più fedele al genio del luogo e alla tradizione artistica.
Il genio pittorico di Venezia, nel corso dei secoli, si è manifestato tramite il colore inteso come linguaggio, ossia vocabolario, grammatica, sintassi e poesia. Varagnolo è stato come pittore l’ultimo di questa magnifica scuola unito allo spirito nuovo che si stava maturando dagli anni ’20. Non ha mai fatto del colorismo pragmatico ma semplicemente ha visto e contemplato il mondo, l’uomo, le cose, la vita, sub specie coloris.
Mario Varagnolo (Venezia 24/04/1901 - Ivi 06/01/1971) dal punto di vista artistico si forma a nella città natale presso l’Istituto d’Arte dei Carmini. Successivamente ottiene nel 1926 l’abilitazione all’insegnamento di decorazione pittorica.
Comincia ad esporre fin dal 1920 alle annuali collettive della Bevilacqua La Masa. Nel 1931 partecipò alla Quadriennale di Roma.
Partecipa alla Biennale di Venezia del 1930 con il quadro “Susanna”, del ’32, ’34 con le opere “la signora Gina Vallot” e “natura morta”, del ’36, ’38, ’40 con tredici opere e del ’42. Nel dopo guerra Varagnolo non volle tenere, malgrado varie sollecitazioni, alcuna mostra personale fino al 1967.
Paolo Rizzi scrisse: “... sono convinto che, più si allarga la prospettiva storica, più ci si toglie dalla schiavitù del costume estetico contingente, più Varagnolo è destinato a crescere. Lui vivente non poteva essere capito. Ora è morto da appena due anni e già qualcosa è cresciuto. Questa vecchia, retrogada ed irrimediabilmente nostalgica pittura veneziana ha ancora talune sorprese da darci. Una delle più alte è questa di Varagnolo: un’artista chiuso nel suo mondo ideale, volto al passato ma con un respiro che lo porta avanti, oltre le mode”.
Nel 2010 la mostra “Settepittori Settemondi. La Bohème di Palazzo Carminati” presso la Torre Massimiliana di Sant’Erasmo, Venezia, promossa dall'Associazione Culturale Paolo Rizzi in collaborazione con l’Istituzione Parco della Laguna - Comune di Venezia. Cento opere provenienti da un unico collezionista che scelse Aldo Bergamini, Neno Mori, Marco Novati, Cosimo Privato, Luigi Scarpa Croce, Fioravante Seibezzi e Mario Varagnolo.

Mario Varagnolo Natura Morta 1967 olio su tela cm 20X30

Mario Varagnolo L'assemblea 1950 cm 100X140

Mario Varagnolo Natura morta con pesci 1970 Olio su tela cm 20X30

Mario Varagnolo Vaso di fiori 1966 olio su tela cm 30X20

Mario Varagnolo Natura Morta 1966 olio su tela cm 20X30

Da Sx Juti Ravenna in basso Fioravante Seibezzi a fianco Aldo Bergamini sopra Mario Varagnolo in alto Nereo Costantini

Rassegna stampa Mario Varagnolo

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