MASSIRONI MANFREDO
Manfredo Massironi nell’ambito dell’eredità della ricerca cinetico visuale afferma: “aver introdotto sistematicamente la psicologia della percezione nelle nostre indagini visive rappresenta un risultato importante che ha mostrato anche in seguito una grande ricchezza di spunti. Era implicito che le nostre realizzazioni conoscessero il loro completamento nell’osservatore, perché senza il suo ruolo attivo l’opera non si poteva dire conclusa. Essa è dunque il risultato di un’operazione materiale e al tempo mentale.
Inoltre Massironi afferma che il suo ambito di studi è da considerarsi infinito “come ogni campo di ricerca. Esistono fenomeni celebri e a lungo studiati che tutt’ora richiedono di essere esauriti nella loro spiegazione. L’illusione di Müller-Lyer, una semplice figura costituita da due segmenti uguali percepiti di lunghezza differente in virtù dell’apposizione ai loro margini di due coppie di segmenti diversamente orientati, risale al diciannovesimo secolo. Pur risultando evidente il suo funzionamento formale, nessuno ha potuto spiegare in modo definitivo il motivo per cui la mente compia quel tipo di lettura e indicare il campo di conoscenza in grado di fornire questa risposta.
Getullio Alviani nel 2007 afferma che “Manfredo Massironi ha sempre amato esplorare, investigare, scoprire e fuggire. Non si è mai soffermato a ripetere e quando raramente ha voluto fare delle varianti è stato perché intuiva che avrebbero portato al dischiudersi di nuove strade”.
Manfredo Massironi nativo della città di Padova nell'anno 1937 è anche ricordato per essere il teorico, insieme ad Alberto Biasi, del Gruppo N Padova. Dal punto di vista artistico si dedica inizialmente alla pittura, inviando nel 1959 alla Giuria del Premio San Fedele di Milano l'opera “Cartone ondulato”, formato dalla giustapposizione di semplici cartoni industriali da imballaggio. Su questa nacque una polemica riguardante l’ammissione alla mostra, che venne anche difesa da Lucio Fontana all'epoca membro della commissione. Il tutto fece parlare i giornali, forse anche troppo, tanto che il presidente della giuria si dimise.
Da queste basi cominciano presto a delinearsi gli obiettivi della ricerca visiva di Massironi: il superamento della tendenza, allora dominante, dell’Informale, attraverso la produzione non di “quadri” ma di oggetti visivi che recuperano i concetti di forma e geometria, riconnettendosi alle esperienze costruttiviste, neoplastiche e concretiste.
Nel 1960, assieme ad Alberto Biasi, Edoardo Landi, Toni Costa e Ennio Chiggio dà vita al Gruppo Enne, una delle prime esperienze creative finalizzate alla realizzazione di opere eseguite e firmate collettivamente, di cui insieme a Biasi sarà significativo esponente anche dal punto di vista teorico. Uno spirito di intelligente provocazione, che prende di mira il sistema dell’arte ed i miti legati alla figura dell’artista, diviene una delle componenti delle iniziative del Gruppo, il quale è inserito presto a pieno titolo nel movimento internazionale della _uova tendenza.
Nella mostra itinerante del 1962, presentata da Umberto Eco e svoltasi nei negozi della Olivetti, nasce il termine Arte programmata destinato a riassumere i diversi termini della tendenza, che erano alternativamente denominati come arte cinetica, ricerca visuale, arte gestaltica ecc.. Proprio a quei primi anni sessanta risale per Manfredo Massironi l’interesse, che ben presto diviene studio sistematico, verso i meccanismi percettivi che sovrintendono l’attività del vedere, strategicamente stimolati e orientati attraverso l’opera, ed integrati come ideale completamento dell’opera stessa. Gli elementi della forma, della luce, del movimento (reale e virtuale) vengono indagati in opere che esibiscono la propria natura progettuale e processuale, e che utilizzano strumenti visivi quali l’illusione ottica, il completamento amodale, le figure anomale.
La prima metà degli anni sessanta vede una rapida diffusione internazionale della _uova Tendenza: il Gruppo Enne, in particolare, partecipa alla Biennale di Venezia del 1964 ed a grandi esposizioni collettive in centri quali Zagabria, San Marino, Parigi e New York. Alla fine del 1964 l’esperienza del gruppo si conclude poiché con amaro realismo gli artisti prendono atto della fine dell’utopia legata al lavoro creativo collettivo e verificano la capacità del Mercato di metabolizzare e disattivare il portato ideologico e destabilizzante di ogni Avanguardia artistica.
Massironi, dal declinare degli anni sessanta, si dedica preferibilmente al lato scientifico della sua ricerca, sempre più indirizzata agli studi sugli aspetti psicologici della percezione visiva ed inizia una densa attività didattica di docente di Psicologia generale presso le Università di Bologna, Roma ed infine di Verona. Accanto all’attività di docente, continua individualmente a sviluppare i tratti caratteristici della sua ricerca artistica, che diviene a tutti gli effetti il versante espressivo della parallela ricerca scientifica.
Nelle opere della maturità si evidenzia una componente più ludica, ma sempre ugualmente improntata agli studi sulla possibilità di lettura in termini gestaltici, che spiazza le consuetudini del fruitore nei confronti dell’oggetto artistico, esaminato ma anche negato in quelli che sono, per convenzione, i suoi elementi strutturali o di contenuto, quali la superficie, la cornice, la possibilità della rappresentazione. Massironi lavora su materie quali il vuoto, la trasparenza, il silenzio, (da sempre potenzialmente presenti) facendo guadagnare progressivamente alle sue opere leggerezza e possibilità di fascinazione estetica, anche in virtù della nuova attenzione dedicata al colore. La lunga ricerca sul tema del “nodo”, costruzione complessa ed elusiva riguardo la propria natura strutturale, sembra riassumere diversi aspetti dell’ultima ricerca di Massironi, sospesa tra gioco, inganni dello sguardo, geometria e possibili metafore.
Tra il 2008/09 Padova dedica al Maestro la mostra presso la Galleria Cavour "Manfredo Massironi. La dinamica dell'oggetto visivo. Antologica". L’esposizione di circa sessanta opere e l’apparato storico-critico del catalogo pubblicato da Allemandi tendono ad esplicitare proprio lo stretto rapporto fra arte e scienza che Massironi ha sempre perseguito come vero e proprio elemento strutturante il suo percorso creativo.
Il 18 marzo 2011 ricorre il cinquantenario della storica manifestazione in cui il Gruppo N mostrò al mondo: "Arte è pane… pane è arte". In quell'occasione Luigi Barzini jr., in un celebre articolo apparso sul Corriere della Sera il 18 giugno 1961 dal titolo "Arte e salame", si chiese: fino a che punto arriverà l'arte? Piero Manzoni, due mesi più tardi, omaggiò il gruppo padovano con un suo "Achrome" di panini e caolino, recentemente battuto all'asta da Christie's a centinaia di migliaia di euro. Gli artisti del Gruppo N (Alberto Biasi, Ennio Chiggio, Toni Costa, Edoardo Landi, Manfredo Massironi) furono indiscussi protagonisti dell'Arte Programmata e Cinetica.
Il 30 novembre 2011 muore a Padova Manfredo Massironi. Aveva 74 anni. Malato da tempo, Massironi è deceduto nell'ospedale del capoluogo euganeo.
Nel 2012 Manfredo Massironi è presente a Roma presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea nella mostra “Arte Programmata e Cinetica. da Munari a Biasi a Colombo e...” dal 23/03 al 27/05. La mostra della Galleria nazionale si occupa della storia dei gruppi e delle personalità più significative operanti sia in Italia che fuori tra gli anni cinquanta e gli anni sessanta, quando le esperienze collettive si concludono e i vari gruppi si sciolgono. Ma essa mostra anche gli sviluppi che negli anni settanta i nuovi interpreti, di questa espressione artistica, continuano in modo autonomo a condurre.
Nel 2012 nell’ambito degli eventi collaterali della 13. Biennale Architettura di Venezia, la mostra “Programmare l’arte. Olivetti e le Neoavanguardie cinetiche” presso il Negozio Olivetti di Piazza San Marco dal 30 agosto al 14 ottobre. La mostra intende riprendere l’esposizione che ebbe luogo nel 1962 e gli artisti coinvolti saranno quelli del Gruppo T (Anceschi, Boriani, Colombo, De Vecchi, Varisco), del Gruppo Enne (Biasi, Chiggio, Costa, Landi, Massironi), oltre a Munari, Mari e Alviani. Verranno esposti il materiale pubblicitario prodotto da Olivetti, le fotografie di Dondero, il film prodotto per l’occasione e interviste a esponenti artistici e intellettuali.

Manfredo Massironi

Manfredo Massironi, Sfera negativa, 1964

Manfredo Massironi Riflessi

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Manfredo Massironi Fili

Manfredo Massironi Ipercubo plexiglas 1963 Plexiglas cm 40X37X37 Peggy Guggenheim Venezia
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